Finanziamenti ai partiti: si o no?

Volantino professional credit fronte - Copia.jpgVi sembrerà strano che proprio uno come me che mai come in questo momento sta “sparando” contro i partiti dica: si al finanziamento publico per la campagna elettorale ai partiti.

Lo dico con cognizione di causa e lo dico se però lo si fa con delle condizioni precise che andrò ad illustrarvi.

Prima però una piccola premessa.

I partiti sono uno strumento e come tale deve essere usato dalla base, se un partito non funziona non è solo colpa delle segreterie, ma spesso dell’inerzia e del disinteresse (o certe volte del troppo interesse) della base stessa. Se un tessereto di un partito anzichè tentare invano di arruffianarsi il potentato di turno facendoli da servo cercasse invece di essere protagonista partecipando attivamente all’attività del partito e quando necessario contestando la segreteria insieme al resto dei tesserati, forse il partito diverrebbe nuovamente uno strumento in mano ai cittadini. Come tutti gli strumenti, il risultato del lavoro dipende da come questi si usano. Usateli bene e vi renderete conto della loro utilità.

Detto quanto sopra arriviamo alle condizioni alle quali sarei disposto a tollerare il finanziamento publico per la campagna elettorale dei partiti.

queste le condizione e le regole:

1- I finanziamenti non dovranno più avere carattere di rimborso, ma saranno dei veri e propri finanziamenti da “erogare” durante la campagna elettorale con un baget da gestire e non commisurato alle spese o a ipotetici preventivi.

2- L’ammontare del finanziamento dovrà essere deciso dalla corte dei conti o ente con simili competenze, dovrà essere distribuito a tutti i partiti in competizione per quella tornata elettorale, e dovrà essere contestualizata al livello della tornata stessa (politiche, regionali, comunali, ecc).

3- i destinatari potranno essere solo quelle liste ufficiali che partecipano alla competizione elettorale.

4- L’ammontare del finanziamento deciso dalla Corte dei Conti o chi per essa dovrà essere commisurato alle reali capacità della contabilità pubblica di sostenere tale sforzo economico e sarà petanto valutato in base al contesto temporale del momento.

Queste poche e precise regole garantirebbero pari opportunità per tutti i partecipanti, eviterebbero dispendio di risorse pubbliche e salvagurderebbero il concetto di libertà di opinione fornedo a tutti gli strumenti necessari per attestare le proprie idee avendo tutti gli stessi strumenti pubblici a disposizione.

Resta libera la possibilità di avvalersi di fondi privati, posto che si rispettino criteri di trasparenza fissati per legge che prevedano: tracciabilità, pubblicazione dei bilanci, responsabilità penali e civili dei legali rappresentanti delle liste/partiti.

La democrazia ha i suoi strumenti, utilizziamoli bene e funzioneranno bene!!!!

Finanziamenti ai partiti: si o no?ultima modifica: 2012-04-26T17:28:25+00:00da morenocontini
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