Un consiglio al governo per fare cassa, ma non solo….

prostituzione-210x300.jpgQuesto è quanto scrivevo il 24 agosto 2011. Rilancio l’idea!!!!

In parlamento si stanno sfracellando il cervello per studiare una manovra finanziaria che rimetta a posto i conti dello Stato (e dei politici), continuando a dissanguare i “deboli” (redditualmente parlando). C’è chi vuole aumentare l’IVA, chi vuole un contributo solidale da far pagare ai ricchi (quali?), c’è chi vuole intervenire sulle pensioni (degli altri, naturalmente), e chi più ne ha ne metta.

In mezzo a tante cazzate dette da menti illuminate, un povero “cristo” come me vorrebbe proporre qualcosa di serio, magari come spunto di riflessione. Legalizzazione della droga (a certe condizioni che poi approfondisco) e la legalizzazione della prostituzione (idem per le condizioni).

La droga:

oggi spendiamo infinità di denari nella lotta alla droga: con “successi” scoraggianti, senza poterne contrastare il consumo/l’uso, senza poter intervenire dove viene prodotta, ecc. Inoltre vi è da aggiungere il disaggio sociale prodotto da questa piaga.

Provate ad immaginare questo scenario:

l’utente (oggi tossico, drogato, ecc.) può acquistare e contestualmente consumare in strutture Pubbliche (es. ASL) le droghe pesanti (eroina, allucinogeni vari, cocaina, ecc.). Condizione imprescindibile deve essere il fatto che la dose non può materialmente uscire dalla struttura e non può essere somministrata ai minori. Si autorizza, inoltre, la vendita presso farmacie droghe “leggere” quale cannabis, ecc. dietro presentazione di documento di identità con registrazione dell’acquisto. Si impone una dose massima da poter possedere e si punisce contestualmente ogni forma di contrabbando delle droghe con pene severe. In questo caso diventa punibile, oltre che lo spacciatore, anche il compratore, in quanto all’ultimo (oggi non punibile) ha una alternativa legale all’approvvigionamento della droga, pertanto commette reato nel favorire il commercio illegale (reato da classificare grave).

Vantaggi: risparmio sui costi al contrasto allo spaccio di droghe, maggiore sicurezza sociale, maggiore controllo della sicurezza igienico-sanitaria, ricavi dalla somministrazione delle droghe (come dalle sigarette), ecc

 Prostituzione:

oggi, come con la droga, spendiamo ingenti somme di denaro nel contrasto alla prostituzione, o quantomeno nello sfruttamento della prostituzione senza ottenere risultati confortevoli o degni delle risorse impegnate. Provate ad immaginare questo scenario:

l’utente (uomo o donna che sia, oggi cliente) ha a disposizione delle strutture rigorosamente pubbliche dove poter trovare dei/delle liberi/e professionisti/e che esercitano la più classica delle attività personali, cioè la prostituzione. In queste strutture gli operatori/trici saranno tutelati/e nella loro dignità, autonomia personale, nell’igiene/salute, ecc. questo si può ottenere solo stabilendo per legge alcuni principi quali:

2 l’utente dovrà rispettare tutte le regole di cui sopra, dovrà presentare certificato medico recente che attesti assenza di malattie contagiose.

In questo modo si prostituirebbe solo chi decide di farlo e non ci sarebbe sfruttamento e riduzione in schiavitù, non si vedrebbero più scene di prostitute in strada, vi sarebbe maggiore sicurezza igienico sanitaria, maggiore sicurezza pubblica, tutela della dignità sia di operatori che utenti.

 

Ma è più comodo ragionare su come continuare a “strizzare” i lavoratori (sia autonomi che dipendenti).

Un consiglio al governo per fare cassa, ma non solo….ultima modifica: 2012-05-07T16:56:08+00:00da morenocontini
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