TOC, TOC!!!! C’E’ QUALCUNO CHE VUOLE SALVARE L’ITALIA?

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Parlo con la gente che esasperata dice: “non se ne può più! Ci vuole una rivoluzione.”

 

Leggo nei social networks link, commenti, post che dicono la stessa cosa.

 

 

 

Dopo aver sentito e letto tutto questo scontento, questa rassegnazione, questa rabbia, questa esasperazione; mi chiedo se per caso noi italiani soffriamo in massa di disturbo della personalità.

 

Secondo me siamo schizofrenici.

Come si può aver ben chiaro che lo scenario politico Istituzionale attuale è fallimentare su tutti i fronti e non fare nulla se non continuare a lamentarci come bambini viziati.

Volete davvero che qualcuno salvi l’Italia?

Allora smettiamo di lamentarci, smettiamo di aspettare, smettiamo di sperare che qualcuno lo faccia.

Facciamolo noi.

Noi società civile. Mettiamo in un cassetto le nostre convinzioni ideologiche ed uniamoci in un movimento attivo composto solo ed esclusivamente da membri della società civile, con l’unico scopo di attestare i principi guida delle riforme che tanto auspichiamo, senza porci quale alternativa politica/partitica a quanto già esiste. L’Italia non ha bisogno di un ennesimo partito, ma ha casomai bisogno dell’azzeramento delle segreterie dei partiti attuali e dell’elevazione dal basso di nuovi elementi, ma non è questo l’oggetto del contendere in questo post.

Qui vi voglio dire, senza la pretesa di avere una verità inconfutabile, che le riforme (tutte) le possiamo scrivere noi e costringere poi il Parlamento ad attuarle.

Come? Forse è troppo difficile?

Cazzate!!!! Non è difficile. Ci vuole impegno, questo si. Ma credo non vi sia nulla al mondo che si possa fare senza impegno.

Su 60.000.000 di italiani sono convinto che vi siano migliaia (almeno) di persone in grado di contribuire alla stesura di bozze di riforme che rispettino alcune linee guida ben precise a garanzia delle aspettative della popolazione.

Allora si facciano avanti, aspettiamo volontari!!!

Il popolo deve unirsi a sostegno di una iniziativa globale senza distinzioni ideologiche (le regole valgono per tutti e servono a tutti).

Con una società civile impegnata e pronta all’azione in tal senso, si possono portare le bozze di tutte quelle riforme che da 20, 30 o forse 40 anni aspettiamo e che nessuno è mai riuscito a fare.

Io so perché non ci sono riusciti e perché non ci riusciranno mai. Ve lo dico. Perché nessun dipendente andrebbe ami dal suo titolare a dirgli che c’è bisogno di “tagliare il personale” o che bisogna “tagliare gli stipendi”, sarebbe come darsi delle martellate sulle ginocchia. Possiamo quindi anche solo immaginare che i parlamentari di loro spontanea iniziativa attuino riforme volte al dimezzamento del numero dei parlamentari? Al taglio drastico degli innumerevoli benefici di cui godono? Ad un sistema pensionistico calcolato in base ai contributi versati, allo stabilire un tetto massimo degli stipendi ed emolumenti vari per dirigenti e politici in linea con il resto del mondo?

Beh miei cari connazionali vi svelo un segreto: BABBO NATALE NON ESITE!!!!!

Le cose da fare sono le seguenti :

1.       La società civile, per mano di persone competenti in materia, deve riscrivere parte della costituzione e tutte quelle riforme necessarie a cominciare dalla legge elettorale per passare alla riforma fiscale e una alla volta prepararle tutte.

2.       Stabilire una data nella quale tutti, ma dico tutti, anche i bambini, devono scendere in piazza mentre una delegazione consegna in parlamento il plico con le bozze.

3.       Concedere un lasso di tempo tecnico ai parlamentari per concretizzare quanto da noi richiesto.

4.       Durante l’attesa, tanto per far capire che non scherziamo, cadenzare con delle manifestazioni  nelle piazze di ogni città (il tutto senza violenza o aggressività, anzi magari portandosi dei fiori da regalare al poliziotto o carabiniere che ci si piazza davanti).

5.       Allo scadere del termine se le riforme non sono state deliberate bisogna bloccare ogni attività produttiva, ogni lavoro, tutto. E bisogna farlo ad oltranza.

Qualcuno potrà dirmi che questo è un grosso sacrificio per la gente. Non lavorando non si guadagna. Molti diranno addirittura che è meglio una rivoluzione violenta.

In verità vi dico: sono consapevole che sia costoso sia in termini economici che di impegno personale. Ma a tal proposito vi invito a considerarlo un investimento non una spesa. E riguardo la rivoluzione violenta vi chiedo: pensate costi di meno di quanto vi viene proposto qui?

 

TOC, TOC!!!! C’E’ QUALCUNO CHE VUOLE SALVARE L’ITALIA?ultima modifica: 2012-05-10T17:35:31+00:00da morenocontini
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