Verso l’autonomia VERA della Sardegna!!!!

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Se vogliamo realmente giungere alla meta, e posto che la meta sia quella pratica e non solo ideologica di avere una Sardegna libera da lacci e lacciuoli del governo centrale, gli strumenti a disposizione sono quelli che la stessa Costituzione Italiana ci offre.

Il nostro Statuto è parte integrante della Costituzione Italiana, è una legge costituzionale e può essere cambiata, magari migliorandola.

Nel farlo dobbiamo immagginare il risultato che vogliamo ottenere.

In Sardegna vi sono tanti movimenti indipendentisti o autonomisti, che, se messi assieme, comprendono un importante percentuale di sardi. Ma, oltre ai movimenti politici e/o culturali, c’è da considerare un diffuso sentimento “sardista” che prevalica l’impostazione ideologica e si concentra maggiormente sul pragmatismo. Se si considera anche quest’ultimo aspetto e ci si impegna in una trasparente, concreta e corretta comunicazione, si può ipotizzare di coinvolgere una elevatissima percentuale della popolazione sarda verso la conquista di un vera autonomia che sia pratica e praticabile prima ancora che “filosofica”.

A tal proposito sottopongo una personale rivisitazione di alcuni articoli dello Statuto Sardo che porterebbero nella direzione di una autonomia reale.

Vi ricordo che in un precedente articolo ho “rivisitato l’art. 3.

TITOLO III – Finanze – Demanio e patrimonio – Monopoli

Articolo 5

La Regione ha una propria finanza, coordinata con quella dello Stato, in armonia con i principi della solidarietà nazionale, nei modi stabiliti dagli articoli seguenti.

Articolo 6

La Regione si doterà di suoi monopoli per la produzione, distribuzione e gestione di tabacchi, giochi d’azzardo, lotterie e per quant’altro ritenesse di interesse collettivo, di importanza strategica o di esclusiva competenza pubblica per motivi di sicurezza e tutela dell’ordine pubblico e per la tutela della salute pubblica.

Articolo 7

Le entrate della regione sono costituite:

a) dai nove decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e sul reddito delle persone giuridiche istituite e riscosse nel territorio della regione;

b) dai nove decimi del gettito delle imposte sul bollo, di registro, ipotecarie, sul consumo

dell’energia elettrica e delle tasse sulle concessioni istituite e percette nel territorio della

regione;

c) dai nove decimi delle imposte sulle successioni e donazioni istituite e riscosse nel territorio della regione;

d) dai nove decimi del gettito delle ritenute alla fonte di cui all’articolo 23, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, operate da imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale nella regione sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera nella sede centrale e negli stabilimenti ed impianti situati nel territorio regionale, nonché di quelle operate da imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale fuori dal detto territorio sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera presso stabilimenti ed impianti ubicati nell’ambito regionale; le ritenute alla fonte operate da imprese industriali e commerciali con sede centrale nella regione sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera in stabilimenti ed impianti situati fuori dal territorio regionale spettano per intero allo Stato;

e) dai nove decimi dell’imposta di fabbricazione su tutti i prodotti che ne siano gravati, percetta nel territorio della regione;

f) dai nove decimi della quota fiscale dell’imposta erariale di consumo relativa ai prodotti del monopoli dei tabacchi della regione;

g) da una quota dell’imposta sul valore aggiunto riscossa nel territorio della regione, compresa quella relativa alla importazione, al netto dei rimborsi effettuati ai sensi dell’articolo 38-bis, del decreto del Presidente della Repubblica. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni da determinarsi preventivamente per ciascun anno finanziario d’intesa fra lo Stato e la regione, in relazione alle spese necessarie ad adempiere le funzioni normali della regione;

h) dai canoni per le concessioni idroelettriche;

i) da imposte e tasse sul turismo e da altri tributi propri che la regione ha facoltà di istituire con legge;

l) dai redditi derivanti dal proprio patrimonio e dal proprio demanio;

m) da contributi straordinari dello Stato per particolari piani di opere pubbliche e di

trasformazione fondiaria.

Articolo 9

La Regione ha l’onere  dell’accertamento delle imposte erariali sui redditi dei soggetti con domicilio fiscale nel suo territorio.

A tal fine la regione si doterà di uffici finanziari appositi.

Gli uffici finanziari della regione sono tenuti a riferire alla giunta regionale sui provvedimenti adottati in base alle indicazioni dalla stessa ricevute.

Articolo 10

La Regione, al fine di favorire lo sviluppo economico dell’Isola, disporrà, della assoluta autonomia legislativa in materia tributaria, esenzioni e agevolazioni fiscali per le imprese e le persone fisiche residenti nel proprio territorio.

Articolo 11

La Regione ha facoltà di emettere prestiti interni da essa esclusivamente garantiti, per provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente, per una cifra annuale non superiore alle entrate ordinarie.

Articolo 12

Il regime doganale della Regione è di esclusiva competenza dello Stato.

Saranno istituiti dalla Regione punti franchi..

Articolo 13

La Regione dispone un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell’Isola.

Articolo 14

La Regione, nell’ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, compreso il demanio marittimo.

I beni immobili situati nella Regione, che non sono di proprietà di alcuno, spettano al patrimonio della Regione.”

 

Per poter fare questo bisogna seguire un percorso tortuoso, ma uniti, e sottolineo UNITI, si può fare.

 

Verso l’autonomia VERA della Sardegna!!!!ultima modifica: 2012-05-23T16:16:12+00:00da morenocontini
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